Per The Pyramid, Visani, Luca Alessandro, Antonio Zannone e il duo Roberto Albanesi e Simone Chiesa, s’immergono sino al collo all’interno di un’atmosfera da horror anni ’80, unendo i puntini di un ipotetica immagine criptata che unisce al suo interno l’iconoclastia di Hellraiser, il gore da zombie movie, la sospensione tipica del post-apocalittico e l’essenza intimamente autoriale del Notte profonda del padre dei nostri registi indipendenti: Fabio Salerno.

E proprio da un progetto di cortometraggio-remake del film di Salerno, prende vita l’intero progetto che poi, grazie anche all’apporto dell’attore e autore del co-soggetto Raffaele Ottolenghi, acquisterà un’autonomia creativa propria e un respiro filmico ben più ampio.

Quattro gli episodi, tutti differenti l’uno dell’altro, per tematica e linea autoriale, oscuramente consecutivi, che in qualche modo monitorano il passaggio di mano in mano, di storia in storia, di un oggetto dannato e ossessionante: la piramide del titolo, che è concretizzazione geometrica del male, oggetto capace, proprio come il cubo di Hellraiser, di condizionare, in negativo, l’esistenza di chi ne manovra i movimenti meccanici.

La piramide viene forgiata, a inizio film, da una sorta di fabbro infernale, un energumeno col volto coperto da un sacco di juta, per poi diventare protagonista silenziosa dei quattro episodi, a cominciare da Ritual, firmata proprio da Visani, che ha per protagonista un giornalista [proprio Ottolenghi] che, insieme al suo cameraman, sta realizzando un reportage video ad una festa di paese, fin quando incappa in uno stand che, fra i tanti oggetti di poca utilità, ha in vendita anche la piccola piramide malefica.

Tutto giocato sui toni dell’onirico, Ritual si sviluppa proprio sulla concretizzazione visiva dell’ossessione derivata dal feticcio appuntito, che mescola verità e allucinazione, ammalando e tingendo di sangue il mondo incubotico che devasta l’ultima [profonda] notte dei due protagonisti.

Dream Door, il secondo episodio firmato da Luca Alessandro, trascina la piramide all’interno dell’appartamento e della vita di coppia di due giovani. Lei, cameriera nell’albergo location dell’episodio precedente, ruba la piramide dalla stanza del giornalista, trovata vuota, e la porta in regalo al suo fidanzato, un illustratore.

Da quel momento il mondo cupo e orrorifico contenuto all’interno dell’arcano oggetto, prenderanno possesso della loro seconda vittima e dei suoi fogli da disegno, per trascinare ancora una vita nell’abisso.

In Pestilence di Albanesi e Chiesa, un gruppo di quattro ragazzi ritrovano la piramide in un bosco. Il tentacolare potere dell’oggetto misterico, d’ora in avanti, tornerà a concretizzarsi in qualcosa di fisico e materico.

I ragazzi saranno tramutati in una sorta di morti viventi, rapidi e violenti come quelli di 28 giorni dopo, che sembrano avere un solo fine: diffondere il contagio vomitando nella bocca della vittima di turno una sorta di liquido nerastro.

Quella di Albanesi e Chiesa, pur non brillando d’originalità, rappresenta un gradito omaggio ai film di stampo epidemico-demoniaco: La casa, in primis, per l’ambientazione nei boschi solcata dall’indomabile steady rasoterra, e per il contagio infernale e il versamento di liquidi corporei, che accomunano anche il film ai Demoni di stampo baviano.

Chiusa del tutto, Apocalypse, di Antonio Zannone, segue la battuta di due cacciatori, armati e mascherati con una sorta di cappucci a effige di teschio, che in un mondo ormai quasi completamente abitato dai demoni/morti viventi, dovranno recuperare la piramide per tentare di chiudere il cerchio nel meno peggiore dei modi.

Gioca a favore di The Pyramid la struttura a corpo unico che i registi riescono a dare al film, forti del fatto che i soggetti degli episodi siano stati pensati dagli stessi due autori, per poi essere rielaborati dai vari registi.

Pur non rappresentando un punto di non ritorno per l’indie italiano, The Pyramid è un esempio concreto e vivace, che sottolinea l’importanza che l’unione creativa di un gruppo di giovani autori può avere nell’ambito del sottobosco del nostro cinema di Genere.

Luca Ruocco

[da www.ingenerecinema.com]

THE PYRAMID

Regia: Alex Visani, Antonio Zannone, Luca Alessandro, Roberto Albanesi, Simone Chiesa

Con: Chiara Acaccia, Luigi Bassi, Marco Battaglia, Fausto Bellone, Cristina Buoninfante, Rita Carlini, Jack Gallo

Sceneggiatura: Alex Visani, Raffaele Ottolenghi, Luca Alessandro, Simone Chiesa, Antonio Zannone

Produzione: Empire Video

Distribuzione: /

Anno: 2013

Durata: 90’

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=ejbDFVOtwbg

 

 

[recensione pubblicata su: https://www.taxidrivers.it/41745/indie/41745.html]